martedì 6 settembre 2011


Ave, in te raffiguri l'antica piscina

8 SETTEMBRE  
a Ferrandina:
B.V.Maria “dei mali"


Da tempo immemorabile a Ferrandina si festeggia la Nascita della S. Vergine nella Chiesa della Madonna "dei mali", mala nostra pellit, bona cuncta poscit. Il titolo è certamente legato alla sorgente di acqua ritenuta prodigiosa, che sgorga copiosa a lato della Chiesa. All' interno un affresco del pittore locale Pietro A. Ferro faffigura la Vergine con il Bambino che versa dell' acqua su di un piccolo malato gacente nel suo giacilio, mentre invoca soccorso.

Ogni ferrandinese è legato a questo piccolo Santuario: quisquis hoc Templum beneficia petiturus ingreditur cuncte se impetrasse laetetur (Chiunque entra in questo Tempio per chedere benefici ci rallegri come se li avegge già ottenuti).
Un antico adagio delle nostre nonne raccomandava a chi fosse nel panico, per problemi soprattutto di malattia, di non "andare sperso", quasi perdendo tempo ed energie a vuoto, ma di rivolgersi senz' altro alla Madonna "dei mali"

Come nel santuario di Lourdes è attraverso l' Acqua che l' aiuto materno della vergine si fa tangibile:

O malorum medicina,
pulchra rosa sine spina,
o fons aquae salutaris, 
nos a cunctis serva malis.

“Rallegrati, o fonte di Grazia”
di M. Cristina Caracciolo

Il Figlio di Dio, come ogni bambino, è rimasto per nove mesi avvolto nelle acque del grembo materno. Nel fonte battesimale i credenti sono rige­nerati come nuove creature rinate dall'acqua e dallo Spirito. Anche la litur­gia, nell'antifona d'ingresso della Messa dedicata a "Maria vergine, fonte di luce e di vita", stabilisce una forte analogia tra il fonte battesimale e il grembo della Vergine Madre:
"Salve, Madre della luce: vergine hai generato il Cristo
e sei divenuta l'immagine della Chiesa madre,
che nell' onda pura del Battesimo rigenera i popoli credenti ".

La tradizione armena sviluppa ampiamente il motivo del fonte battesi­male, figura di Maria:
"Come era impossibile alla Vergine generare un figlio senza concorso di uomo, ma mise al mondo il Figlio di Dio, per mezzo dello Spirito Santo, così l'acqua non poteva far nascere gli uomini a figli di Dio; e per mezzo dello stesso Spirito Santo per cui la Vergine fu fortificata, le viscere delle fonti battesimali, che sono una figura della stessa santa Vergine, furono fortificate e noi siamo nati a figli di Dio. E’ evidente quindi che la Vergine fu l'inizio e l'apertura delle fonti battesimali della nascita spirituale, per mez­zo dello Spirito Santo, avendo ella messo al mondo colui che è nostro con­fratello per il corpo e Dio per la sua natura, il quale non ebbe vergogna di chiamarci fratelli, secondo Paolo " (cf. Rm 8, 29) e Davide (cf. Sal 21, 23). (Dal Sinassario armeno, sec. XIII).

Lo Spirito, che aleggiava sulle acque primordiali quando il Signore Dio ha creato il mondo, ha steso la sua ombra sul grembo della Vergine rendendolo gravido del Verbo della vita germe della nuova creazione. Lo stesso Spirito santifica le acque del fonte battesimale nelle quali i credenti sono ri­generati a vita nuova. Leone Magno, in una sua omelia sul battesimo, scri­ve: "La virtù dell' Altissimo e l'ombra dello Spirito Santo, che fece di Maria la Madre del Salvatore, costituiscono le stesse cause, per le quali l'acqua rigenera i credenti ".

Negli inni in onore di Santa Maria Vergine dell'autore armeno Nerses Snorhali (1102-1173), la figura della Madre di Dio viene associata alla sor­gente d'acqua che in Gen 2,6 sgorga dal suolo e che, per una singolare con­nessione, viene annessa alla sapienza dello Spirito Santo: "Santa Genitrice di Dio, fontana della vita che fluisce dall’ Eden, con la quale la terra assetata è stata irrigata mediante la sapienza dello Spirito, prega Dio che ci conceda fonti di lacrime e ci purifichi dai nostri peccati".

Il famoso inno akhatistòs ha saputo mirabilmente intrecciare il motivo dell'acqua salutare e della Theotokos. Lasciamoci anche noi trasportare dal flusso di questo fiume di immagini acquatiche connesse alla figura della Vergine Madre, per aprirci alla lode contemplativa di un mistero di bellezza pura e limpida come un'acqua di fonte cristallina.
"Ave, per noi sei la fonte dei sacri misteri;
Ave, Tu sei la sorgente dell 'Acque abbondanti.
Ave, in te raffiguri l'antica piscina;
Ave, le macchie detergi dei nostri peccati.
Ave, o fonte che l'anima mondi;
Ave, o coppa che versa letizia.
Ave, fragranza del crisma di Cristo?
Ave, tu vita del sacro banchetto ".

Un'altra invocazione alla Vergine della liturgia bizantina così recita:
"Salve, Fonte della gioia inesauribile.
Salve, o flusso della bellezza indicibile.
Salve, liberazione da tutte le malattie.
Salve, vittoria sulle infermità.
Salve, flusso trasparente che santifica i fedeli.
Salve, acqua gustosa per ogni specie di ammalati.
Salve, sorgente di sapienza che mette in fuga l'ignoranza.
Salve, mistura del cuore che fa scorrere l'ambrosia.
Salve, coppa vivificante della manna.
Salve, libagione e nettare divino.
Salve, tu che estingui la fiamma delle infermità.
Salve, acqua salutare!"           [Niceforo Callisto Xantopulo (... 1335)]

Nel Cantico dei Cantici la donna amata è paragonata dal suo diletto a una "sorgente chiusa, fontana sigillata" (Ct 4, 12) e a una "fontana che irro­ra i giardini, pozzo d'acque vive che sgorgano dal Libano" (Ct 4, 15). Da San Bernardo in poi questo testo è stato letto da alcuni in chiave mariana: Maria di Nazaret sarebbe la "sorgente chiusa", intatta e inviolabile nella sua bellezza verginale, spazio segreto accessibile solo a Colui l'ha resa "bellis­sima tra le donne" (Ct 1, 8), fontana che irrora i giardini e pozzo d'acque vive, quelle acque che Cristo ha promesso di dare e che diventa, in coloro che l'accolgono "sorgente che zampilla per la vita eterna" (Gv 4,14).

Numerosi sono gli autori antichi che ravvisano nella Vergine Maria la sorgente e fontana sigillata cui è paragonata l'amata del Cantico. Esichio di Gerusalemme (V sec.) nella sua omelia II sulla Madre di Dio attinge espli­citamente all'acqua copiosa del linguaggio altamente simbolico e poetico del Cantico: “Orto chiuso ti denominò e sorgente sigillata ti predisse nei Cantici (Ct 4,12) lo Sposo che procedette da te. 'Orto chiuso', perché non ti toccò falce di corruzione o vendemmia, e tuttavìa germogliasti puramente al genere umano il fiore dalla radice di lesse, coltivato in te dal solo puro e intemerato Spirito. 'Sorgente sigillata', poiché il fiume della vita da te sca­turito inondò la terra, ma ramo nuziale non attinse alla tua sorgente".

Ancora dalla tradizione armena ci proviene un testo che associa la Vergine Maria alla "fontana sigillata" del Cantico: "Gioisci, fontana sigillata dell'ac­qua che la vita, quell 'acqua che tu hai dato da bere alla nostra natura as­setata: noi ti magnifichiamo con lodi " (Catholìcos Gregorio III, 1113-1164).

Modesto di Gerusalemme, nella sua omelia per l'Assunzione di Maria così scrive: "Oggi è stata condotta all'incontro con lui, la fontana sigillata del Signore, la Semprevergine, per mezzo della quale è stato irrigato il pa­radiso della vera Chiesa, formato dal secondo Adamo, il figlio nato da lei. Questi, bevendo da verginali ruscelli, cioè dalle sue mammelle, come da corsi d'acqua che scaturiscono da una fonte, ha restituito alla vita il morto primo genitore Adamo ".

Pietro, vescovo di Argo (X sec.), commentando il saluto angelico, annette anch'egli alla Vergine l'immagine biblica della fonte sigillata: "Ave, o fonte sigillata, da cui ora verrà ristorata la natura umana riarsa dalla ca­lura della corruzione e verrà ricondotta alla primitiva bellezza, vestendosi dell' incorruzione come di fiori smaglianti ". Per Abramo di Efeso (VI sec.) Maria è semplicemente la "sorgente che fa scaturire un'onda eterna".

Tutti questi autori esprimono la nostalgia di una sorgente pura, intatta, inviolata, dalla quale scaturisce un'acqua salutare capace di dissetare l'ar­sura umana causata dal pecca-to, dalla corruttibilità, dalla lontananza da Dio. Maria è sorgente dalla quale prorompe un fiume di acque vivificanti che trasformano l'arida terra in un nuovo giardino dell'Eden, dove l'uma­nità può ritrovare la sua originaria bellezza.

L'acqua che scaturisce dalla Sempre-vergine è un'acqua incontaminata, che dona refrigerio e ristoro all'umana natura esausta lungo il sentiero della vita spesso aspro e polveroso.
Nonostante l'antica datazione, possiamo riconoscere l'attualità dei testi citati, in cui traspare l'eterno anelito dell'uomo assetato di un refrigerio spi­rituale di cui la Vergine Madre è portatrice in quanto Madre del donatore dell'acqua viva che disseta pienamente e zampilla per la vita eterna.





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