martedì 20 settembre 2011

20 SETTEMBRE
SANT’ EUSTACCHIO
patrono della città di Matera

s. Eustacchio

INNO
O martire beato,
oggi è il tuo natalizio,
in cui ti meritasti
il premio di chi vince.

Dal mondo delle tenebre,
superando i carnefici,
fosti innalzato al cielo
e reso a Cristo in gaudio,

Ora tu insieme agli angeli
risplendi con la stola
che hai lavato nel sangue
come teste indomabile.

Soccorrici e per noi
prega Cristo, che ascolti
benigno i suoi fedeli
e non guardi alle colpe.

Accorri e a noi comunica
la grazia del Signore:
il perdono rinfranchi
chi è oppresso dal peccato.

Sia onore al Padre e al Figlio
e al Paraclito insieme,
che di eterna corona
ti cingono nel cielo.

PRIMA LETTURA
Dal libro della Sapienza 3, 1-15

RESPONSORIO Mt 5, 11. 12. 10
Beati voi, quando vi insulteranno e vi perseguiteranno per causa mia.
* Rallegratevi ed esultate: grande è la vostra ricompensa nei cieli.
Beati i perseguitati per causa della giustizia, perché di essi è il regno dei cieli.
Rallegratevi ed esultate: grande è la vostra ricompensa nei cieli.

SECONDA LETTURA Dai "Discorsi" di sant'Agostino, vescovo
(Disc. 329 nel natale dei martiri; PL 38, 1454-1456)
Preziosa è la morte dei martiri comprata con il prezzo della morte di Cristo
Per le gesta così gloriose dei santi martiri, per cui dovunque la Chiesa fiorisce, noi vediamo con i nostri stessi occhi quanto sia vero quello che abbiamo cantato. "Preziosa agli occhi del Signore è la morte dei suoi santi" (Sal 115, 15): preziosa davanti a noi, preziosa davanti a colui per il cui nome è avvenuta.
Ma il prezzo di queste morti è la morte di uno solo. Quante morti ha comperato morendo quel solo che, se non fosse morto, avrebbe lasciato il chicco di grano nell'impossibili là di molliplicarsi! Avete sentilo le sue parole, mentre si avvicinava alla sua passione, cioè mentre si avvicinava alla nostra redenzione: "Se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frullo" (Gv 12, 24).
Sulla croce infatti egli operò una grande compera; là sborsò il nostro prezzo; quando il suo fianco fu aperto daila lancia del soldato che lo colpì, ne sgorgò il prezzo di tutto il mondo.
Furono comprati i fedeli e i martiri, ina la fede dei martiri venne messa alla prova: il sangue ne o testimone. Quello che per loro fu speso, lo restituirono, e così adempirono ciò che san Giovanni dice: "Come Cristo ha dato per noi la sua vita, così anche noi dobbiamo dare la vita per i fratelli" (cfr. Gv 3, 16).
Ed altrove è detto: "Ti sei seduto a una grande tavola; sta bene attento a ciò che ti è messo davanti, perché bisogna che anche tu prepari altrettanto" (cfr. Pro 23, 1). La grande mensa è quella dove è cibo lo stesso padrone della mensa. Nessuno ciba i convitati di se stesso: lo fa solo Cristo Signore; egli è colui che invita, ed egli stesso è cibo e bevanda. I martiri seppero cosa dovevano mangiare e bere per restituire altrettanto.
Ma come avrebbero potuto restituire aìtrettanto, se egli non avesse dato di che restituire, egli che ha pagato per primo? Perciò anche il salmo in cui abbiamo cantato: "Preziosa agli occhi del Signore è la morte dei suoi santi" (Sal 115, 15), che cosa ci l'accomanda?
Là l'uomo ha riflettuto su quanto ha ricevuto dal Signore; ha guardato a tanti doni di grazia dell'Onnipotente che lo ha creato, che lo ha cercato quando si era perduto, che, ritrovatolo, gli ha concesso il perdono, che lo ha aiutato quando combatteva con le sue deboli forze, che non si sottrasse quando lo vide in pericolo, lo ha coronato vincitore e gli ha dato se stesso in premio. Ha considerato tutto questo, ha esclamato e dello; "Che cosa restituirò al Signore per quanto mì ha dato? Alzerò il calice della salvezza" (Sal 115, 12).
Qual è questo calice? b. il calice amaro e salutare della passione; il calice che O malato non avrebbe osato toccare se il medico non lo avesse bevuto per primo. Egli stesso è questo calice; riconosciamo questo calice nelle parole di Cristo che dice: "Padre, se è possibile allontana da me questo calice" (Mt 26, 39).
Di questo stesso calice i martiri hanno detto: "Alzerò il calice della salvezza e invocherò il nome del Signore" (Sal 115, 13). Temi forse di non riuscire? No, dice. E perché? Perché invocherò il nome del Signore. Come potrebbero vincere i martiri, se non vincesse nei martiri colui che ha detto: "Esultate, perché io ho vinto il mondo"? (cfr. Gv 16, 23). Il Signore dei cieii guidava la loro mente e la loro lingua e per mezzo di loro vinceva il diavolo sulla terra e coronava i martiri in cielo. O beati coloro che bevvero così questo calice! Videro la fine dei loro dolori e ricevettero gli onori.
State attenti, dunque, carissimi; quello che non potete con gli occhi, ripensatelo nella mente e nell'anima e vedete che è preziosa agli occhi del Signore la morte dei suoi santi.

RESPONSORIO 2 Tm 4, 7-8; Fil 3.8-10
Ho combattuto la buona battaglia, sono giunto al traguardo, ho conservato la fede:
* ora è pronta per me la corona di giustizia.
Tutto ho stimato una perdita, pur di conoscere Cristo
e partecipare alle sue sofferenze, conforme a lui nella morte:
ora o pronta per me la corona di giustizia.

ORAZIONE O Padre, che, offrendo alla nostra contemplazione la gloria dei tuoi santi Eustacchio e compagni, ci fai percepire anche il senso della nostra vita terrena, fa' che portiamo a termine il compito che ci hai affidato nel mondo nella speranza del premio futuro, Per il nostro Signore,

Oppure: O Dio, tu hai concesso a sant' Eustacchio il dono della fede e del virile coraggio, che lo rese forte nel martirio: infondi in noi l'ardore della carità perché possiamo imitarne la costanza nell'adesione al te. Per il nostro Signore.

s. Eustacchio

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